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La Relazione Educativa tra Corona Virus e Prossemica

La relazione educativa comprende sempre una dimensione emotiva che si struttura attraverso la riflessione e l’azione educativa.

Nella relazione educativa, quindi, non si può fare a meno di essere emotivamente coinvolti. Anche il Setting Educativo quando è strutturato adeguatamente, predispone a questa vicinanza.

Ma una delle prime cose che impariamo è cosa significa giusta distanza nel nostro lavoro. Qui facciamo riferimento esclusivamente alla vicinanza e all’emotività, quasi come se la distanza fosse un disvalore in questa professione, ma non è così. La giusta distanza è quello spazio che ci permette di osservare i particolari senza dimenticare l’insieme.

Quando si parla di giusta distanza solitamente si fa riferimento a un posizionamento emotivo ma è importante considerare lo spazio fisico che ci separa dagli altri e nello stesso tempo che ci connette ad essi.

Edward Hall, l’antropologo che ha coniato il termine prossemica, definisce questa disciplina come “lo studio di come l’uomo struttura inconsciamente i microspazi – le distanze tra gli uomini mentre conducono le transazioni quotidiane, l’organizzazione dello spazio nella propria casa e negli altri edifici e infine la struttura delle sue città.”

A noi interessa, in questa riflessione, ciò che Edward Hall ha teorizzato sulle distanze tra le persone, infatti ha descritto quattro tipi di distanza interpersonale:

  • Distanza Intima (0 – 45 cm)
  • Distanza Personale (45 – 120 cm)
  • Distanza Sociale (120 – 360 cm)
  • Distanza Pubblica (oltre 360 cm)

Considerando che questa distanza non è fissa ed è fortemente influenzata dal contesto e dalla cultura, dall’educazione e dalle abitudini e anche dai tratti caratteriali, sto riflettendo su quanto le disposizioni attuate per affrontare l’emergenza Corona Virus stanno influenzando la relazione educativa.

Cosa significa, ad esempio, dover lavorare con i bambini piccoli in comunità minori mantenendo una distanza interpersonale di un metro ma anche fare dei colloqui educativi considerando la giusta distanza dall’altro e per l’altro perché essa sia efficace e tutelante allo stesso tempo.

La nostra riflessione rimane aperta poiché il mondo educativo è fatto di mille realtà che stanno fronteggiando questa emergenza in modi diversi e ci piacerebbe che possiate condividere nei commenti come state affrontando nei vostri servizi questa particolare situazione.

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